Relazione sullo Stato dell’Ambiente 2017: clima da 40° parallelo

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Il tema della sostenibilità è stato il filo conduttore della Relazione sullo Stato dell’Ambiente 2017. In Piemonte la qualità delle acque “è buona, con problemi solo nelle falde superficiali”. La qualità dell’aria, “pur se migliorata, presenta ancora criticità e non si riesce a raggiungere i parametri richiesti dall’Unione europea”.

Relazione sullo Stato dell’Ambiente 2017: aria e acqua

L’introduzione, elaborata da Arpae Regione Piemonte, punta l’attenzione su due aspetti cruciali: aria e acqua. Che, se livello regionale presentano condizioni e andamenti discretamente positivi, iniziano a registrare elementi di preoccupazione scavando più a fondo. “Per capire meglio cosa possono significare i dati che raccogliamo ed elaboriamo (circa due milioni di dati all’anno in Piemonte, ndr) dobbiamo oggi fare i conti con un aspetto finora non sufficientemente tenuto in considerazione: il clima”, spiega Alberto Mattiotti. Infatti è necessario studiare in modo diverso rispetto al passato le ricadute. Questo aspetto è infatti quello prioritario, pur con tutte le difficoltà a individuare gli effetti generati sull’ambiente e non solo quelli percepiti.

Relazione sullo Stato dell’Ambiente 2017: falde

La falda di superficie presenta una contaminazione da nitrati, pesticidi e composti organici volatili. Per quanto riguarda i metalli, i più significativi a scala regionale sono risultati nichel e cromo (in particolare nella forma esavalente). Le falde profonde evidenziano una situazione migliore rispetto alla falda superficiale. Anche in funzione del loro ambito di esistenza e circolazione idrica sotterranea, potenzialmente più protetto rispetto al sistema acquifero superficiale. “Il quadro è differenziato. Partiamo – dice Maffiotti – dal calo delle precipitazioni che ha un effetto non solo a livello di superficie. Infatti meno pioggia ha come conseguenza il peggioramento della qualità delle acque, dove aumenta concentrazione degli inquinanti. Quelle sotterranee e più profonde sono poi progressivamente più sfruttate e la loro alimentazione comporta tempi di ricarica sempre più lunghi”.

Relazione sullo Stato dell’Ambiente 2017: clima

Ovviamente il clima cambia, sembra avvicinarsi al 40° parallelo. Per un altro effetto diretto: il rischio di vedere scomparire i piccoli corsi di acqua in tutta la fascia appenninica. Con le, inevitabili, conseguenze sull’ambiente. I grandi fiumi e quelli di medie dimensioni non spariranno. Tuttavia, sarà progressivamente sempre più critica la qualità delle acque, con valori sufficienti che rischieranno di non superare il 40% del totale. I divieti di balneazione pressoché totali sono la prima cartina al tornasole del problema.

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