Parkinson, brevettato un orologio che ne rivela l’entità in 10 secondi

È stato il risultato di uno studio condotto da una collaborazione italo-britannica e presentato al congresso di Vancouver

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Il Parkinson in Italia conta oggi 300mila pazienti, tra i quali 1 su 4 non raggiunge i 50 anni. A debellare questa patologia accorre un orologio da polso che determina in soli 10 secondi la presenza della sindrome: è questo il brevetto depositato e studiato dai ricercatori dell’Università Campus Bio-Medico di Roma e dell’Università di Oxford. Il dispositivo, secondo le indiscrezioni, sarà capace di diagnosticare la patologia dall’entità del tremolio manifestato, se esso sia essenziale, e che quindi non presenterà un’evoluzione progressiva, o se sia appunto causato dal Parkinson, ed avrà un costo accessibile a tutti, che oscilla tra i 3 e i 15 euro, e potrà quindi entrare tranquillamente in ogni casa o sarà solamente utilizzato negli ambulatori dei medici di famiglia.

Il progetto porta una firma totalmente nostrana: si tratta infatti di Lazzaro Di Biase, neurologo presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma e fautore co-titolare del brevetto, il quale si ritiene totalmente soddisfatto ed orgoglioso del traguardo raggiunto con questa invenzione: “Siamo arrivati lì dove molti neurologi hanno tentato di giungere in questi anni. Abbiamo superato del 12%, con un dispositivo del tutto non invasivo, l’80% della precisione ottenuto dalla diagnosi clinica, gold standard per gli studiosi del Parkinson, come anche in paragone alla Spect cerebrale, dannosa per la salute, la quale fa uso di traccianti radio-nucleari, e talvolta non è presente in tutte le sedi ospedaliere, e lì ove è presente richiede lunghe attese e costi elevati.”

Ma sarà davvero un dispositivo innovativo e risolutivo? A palesare l’altro volto della medaglia subentra la critica di Gianni Pezzoli, direttore del Centro Parkinson Cto di Milano e presidente dell’Associazione Italiana Parkinsoniani, il quale spiega come l’orologio sia interessante, ma solo per distinguere le varie tipologie di tremore. “Il 60-70% dei pazienti – spiega – ha tremore di riposo (non essenziale) e lo strumento lo riconosce, e quelli che non avranno mai tremore ma che comunque sono affetti da Parkinson? Il 10% di essi manifesta comunque tremore essenziale.” L’obiezione di De Biase però è presto servita: “1 paziente su 5 riceve una diagnosi errata di Parkinson, quindi questo strumento può aiutare la maggior parte dei malati. Inoltre questa invenzione si prefigge l’obiettivo di diagnosticare accuratamente anche quelle situazioni in cui in una persona affetta da Parkinson si manifesta un semplice caso di tremore essenziale, o viceversa.”

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